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Vincenzo Denaro sapeva che avrebbe fatto il medico, da sempre. Sin da quando, bambino, passeggiava per le strade assolate di Avola e poi, adolescente, sfidava le onde dello Ionio. Non aveva dubbi, non ne aveva mai avuti. C’era nel suo immaginario il medico di paese – quello che sa tutto di tutti, che sa destreggiarsi nella meccanica di un corpo umano e che, insieme, sa leggere la sofferenza in uno sguardo, in un gesto, in un silenzio. C’era un desiderio: quello di prendersi cura. Per questo non aveva dubbi.
Il percorso del professor Denaro nella medicina è un viaggio alla scoperta di sé, per l’Italia e per il mondo, in un dialogo continuo tra esperienza e ricerca, attenzione e progresso. Dalla sua Sicilia a Pavia – sua moglie l’avrebbe seguito ovunque, tranne nelle nebbie padane, eppure, quando arrivò il momento, lei lo accompagnò, non si limitò solo a seguirlo. E poi oltre confine, in Francia prima, in Canada poi, sino al Campus Bio-Medico di Roma, dove arrivò proprio agli inizi, contribuendo a costruire le fondamenta di quella che sarebbe diventata una realtà di riferimento nazionale per la cura. In ogni tappa il suo percorso ha seguito l’idea che si debba essere esperti in un ambito, ma capaci di fare tutto.
Accanto a lui, i maestri – come il professor Cortesini, della cui medicina pionieristica abbiamo scritto anche su Kaleido Story –, gli incontri, le occasioni: ogni tassello di questo grande mosaico è andato, nel tempo, a costruire la più bella avventura che un essere umano possa vivere, quella al servizio dell’altro.
In una vita che sembra contenerne migliaia, il punto di riferimento è sempre stata l’idea di curare la persona, non solo il paziente, in maniera nuova ed empatica. E, dunque, così come da piccolo ha inseguito il mare e i suoi riflessi, oggi Vincenzo Denaro, Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e Professore Emerito di Ortopedia e Traumatologia, lascia che la sua stella polare continui a guidarlo verso una medicina che abbraccia l’integralità umana, dalla dimensione più meccanica a quella spirituale, dall’epidermide all’anima, in tutte le sue sfumature.
Dietro le quinte


