La Scienza per l’Uomo sul grande schermo
Il film di Andrea Pellizzer celebra i trent’anni del Campus Bio-Medico attraverso le voci e le storie di chi il Campus Bio-Medico lo vive ogni giorno, dal Policlinico alle aule dell’Università.
È un modo per parlare dell’impegno e della cura attraverso immagini, passioni e, soprattutto, persone, cuore pulsante di questa realtà.
Certe storie si nascondono nei corridoi, tra le pieghe di un camice, nel silenzio di una biblioteca o nel rumore sommesso di un’aula all’alba. Storie che sono troppo umane per essere notizia, troppo quotidiane per diventare racconto. Campus Stories, il film-documentario nato per celebrare i trent’anni del Campus Bio-Medico, sceglie di partire da lì: dalle persone, quelle che lavorano, studiano, pensano, soffrono, sognano, che parlano davanti alla camera con una trasparenza autentica, mai improvvisata. Medici, studenti, ricercatori, bibliotecari, infermieri, educatori: visti da lontano sembrano svolgere semplicemente un ruolo. Ma avvicinandosi, guardandoli negli occhi, lasciandoli parlare, si scopre che ognuno di loro ha una storia che palpita di significato.
I racconti di Campus Stories hanno la forza della vita, che non ha bisogno di effetti speciali. Una forza che senti nelle parole sincere, nella fatica di ogni giorno, nella bellezza delle cose che restano perché qualcuno le ama. Il regista, Andrea Pellizzer, con il supporto di una troupe composta da 12 studenti dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha raccontato un luogo attraverso le sue articolazioni, gli sguardi laterali, le pieghe nascoste, con un ritmo interno sottile, seguendo un filo rosso capace di tenere tutto insieme.
Il film ha attraversato l’Italia con proiezioni a Milano, Roma, Genova, Torino, Cosenza, Terni, Monza e Varese rese possibili grazie all’impegno dell’Associazione Amici del Campus Bio-Medico ETS. Ha viaggiato all’estero tra Los Angeles, Atene, Stoccolma, Malta, Sofia, Colonia e Bangkok, finalista e vincitore di numerosi festival internazionali di cinema indipendente ed è stato tra i finalisti sul podio di Londra dei Business Culture Awards 2024 come uno dei migliori progetti di Corporate Culture e Communication a fianco di iniziative promosse da multinazionali e grandi corporation.
Diciannove storie si alternano come i movimenti di una melodia, come i vetrini di un caleidoscopio che raccontano vite vissute appassionatamente e gettano il seme di quel che poi è diventato Kaleido Story, un palinsesto digitale in cui incontrare “cuori grandi e spiriti aperti”. Ognuna ha un titolo che è una promessa: “Abitare l’amicizia”, “Crescere ribelli”, “Coltivare connessioni”. Sono frasi semplici, ma precise, come le parole che si scrivono solo quando si sa esattamente cosa si vuole dire. E dietro quelle frasi ci sono volti veri, come quello di Alessia, infermiera in un hospice, che parla di dolore e vicinanza con feroce dolcezza, o quello di Mary, studentessa con la passione per il canto e la matematica, che trova nel Campus un luogo in cui radicarsi. O ancora quello di Robin, che ha trovato nella propria ricerca di senso una vocazione, aiutando altri giovani a trovare la propria strada, anche dove solo un sentiero sembra impossibile.
Sullo sfondo, le musiche di Ennio Morricone si intrecciano alle voci dei protagonisti e ai loro gesti, che diventano sostanza e vita. Campus Stories è costruito per mostrare la forza disarmante dell’ordinario che nasce quando il lavoro e la cura diventano uno spazio umano, condiviso e pieno di senso. Così, invece di celebrare soltanto, ogni fotogramma racconta che si può “amare il mondo appassionatamente” e farlo è …meraviglia.
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