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Nicolò Govoni ha poco più di 30 anni vissuti a pieni polmoni.
I sogni per lui non restano chiusi nel cassetto, ma abitano le scelte, piccole o grandi che siano, i suoi traguardi così come i fallimenti. I sogni Nicolò li realizza uno a uno con quella dose di caparbietà e determinazione che i giovani insegnano, perché un sogno esiste quando qualcuno può sognarlo con te e costruirlo passo dopo passo, fino a che non diventa realtà.
Adolescente burrascoso a Cremona si smarrisce proprio dove era casa, vola in India e lì si scopre capace di qualcosa che ancora non conosceva. Si sente utile, per la prima volta. Una nuova consapevolezza attraversa il suo sguardo e nella sua anima si ferma, non se ne va via più.
Nicolò sta e contempla il senso di gioia e pienezza che nasce dentro. La linea dell’orizzonte, che corre dalla giungla a un immenso cielo indiano, gli fa da testimone e gli regala l’idea di un percorso che non ha un tracciato, ma ha prospettiva… e che prospettiva!
Samos durante il picco della crisi umanitaria siriana, e poi Yemen, Congo, Siria, Kenya, Colombia e di nuovo India. Non importa a quale latitudine o longitudine si trovi, Nicolò ora sa che casa non è semplicemente un luogo o uno spazio, è soprattutto un incontro con un altro essere umano. Con il suo team di Still I rise apre scuole una dopo l’altra per offrire a bambini in contesti di fragilità e vulnerabilità formazione di eccellenza, cioè speranza, prospettiva e consapevolezza che “realizzare i propri sogni è una scelta che si rinnova ogni giorno”.
Dietro le quinte


