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«Non c’era niente, nella mia testa, che mi dicesse che non potevo vivere di quello che amavo», così, un giorno, Martin è partito per l’Italia per inseguire il suo sogno: diventare un giocatore professionista di rugby. Un diciannovenne inquieto, nato a Paraná, in Argentina, diventa uomo proprio nel momento in cui, mettendo da parte dubbi, paure e giudizi, prende in mano una vita, la sua, e la costruisce su misura dei propri sogni. La grande passione che lo lega al rugby nasce tra i tanti sport che ha fatto prima di approdare a quello giusto: c’era qualcosa nel legame tra i giocatori di rugby, nella loro fisicità, che lo affascinava.
Arrivato in Italia e presto notato per il suo talento e la sua tecnica, diventa parte della Nazionale – non senza i dubbi per una decisione all’apparenza facile, ma che si fa difficile quando significa un altro passo per allontanarsi dalla propria terra e dalle proprie amate radici. Parlando di quella Nazionale, però, a Martin brillano gli occhi, perché sa quante cose incredibili è riuscita a fare, con dedizione e fatica, con impegno e lealtà. Nel 2006 si trasferisce in Inghilterra, dove gioca nel Leicester e si aggiudica il titolo di miglior giocatore dell’anno. E così, uno dietro l’altro, i successi arrivano fino al 2016, quando annuncia il suo ritiro.
Ed è proprio nel silenzio che segue l’uscita dalle arene sportive che in Martin matura un sogno ancora più grande di quello che l’ha portato a calcare le scene del mondo del rugby. Un campione sportivo sente il desiderio, a un certo punto, di restituire quello che lo sport ti ha dato, e così, nasce la Rugby Castro Academy, un luogo dove lo sport diventa occasione per coltivare passione e inclusione. «Gli sportivi che faranno la differenza domani sono i bambini che hanno la passione oggi».
Non serve insegnare solo la tecnica e la disciplina, ma anche l’amore per il gesto e uno sguardo diverso capace di accogliere, includere, essere squadra davvero. È proprio un bambino in sedia a rotelle, Patrizio, figlio di un amico, che gli insegna la via e così oggi l’impegno di Martin nel wheelchair rugby va oltre la passione, è una vera e propria missione per costruire un mondo più equo, più giusto, bambino dopo bambino. Tra i bambini cui insegna a fare meta e a giocare come una squadra, ritrova quello spirito che anni addietro l’ha fatto partire da casa, dalla sua Argentina per inseguire un sogno. E quando vede i suoi allievi felici, agguerriti, ma anche empatici e appassionati sa che è nel posto giusto.
Dietro le quinte



