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Lucia Vedani comincia a raccontarsi così: “sono una mamma e una nonna di Milano”.
Una città che l’ha adottata ancora bambina e a cui Lucia deve la scoperta di una chiamata, che è diventata scelta di vita. Era il 1986. Una panchina, di quelle verdi, e un uomo seduto in un’attesa, che raramente viene notata nel moto incessante di una metropoli sempre in corsa, attraversano lo sguardo di Lucia e non lo abbandonano più.
Lucia, che la luce ce l’ha nel nome e in quegli occhi che sono il suo sorriso, regala al primo “pellegrino della salute” ristoro e conforto: un tetto sotto cui riposare, verrebbe da dire, ma la verità è che Lucia regala a Mirto, giunto da Marsala, una casa, una casa-amica, che è molto più di un tetto. È famiglia, è cuore, è abbraccio, che poi è il luogo più bello di sempre da abitare.
Come la sua Milano, Lucia non si ferma più e in quasi quarant’anni fa di ogni giorno un dono, un incontro. Intreccia trame di vita, contagia molte persone, a partire dalla sua famiglia, in questa avventura di accoglienza.
Si fa pellegrina tra pellegrini e da Milano, passando per Lecco, arriva a Roma, dove porta la sua gioia, delicata, generosa e calda come la carezza di una mamma, a chi vive il dolore della malattia, la sofferenza dell’abbandono e della solitudine.
Lucia ha un dono speciale: sa raccontare storie, ed è bellissimo ascoltarla. Ma la storia più bella è la sua e quella di CasAmica.
Dietro le quinte



